After Life – Serie

Arrivo con un po’ di ritardo, ma non posso fare a meno di parlare di questa breve serie che ho divorato nel giro di pochissimi giorni.

NO SPOILER

Prima di tutto, vorrei raccontarvi di come ho conosciuto questa serie. Giravo e rigiravo il catalogo di Netflix finché non mi è comparsa la simpaticissima faccia di Ricky Gervais, scrittore, autore e produttore delle due (in futuro anche tre) stagioni. Inizialmente pensavo fosse un film, diedi un’occhiata alla trama e dissi: “massì dai, vediamo che roba è”.

Tutti e dodici gli episodi nel complesso mi hanno donato tantissime emozioni, dal divertimento alla commozione, ma sicuramente non posso dire di aver provato risentimenti nell’averla visionata, e per la roba che c’è su Netflix credetemi, è raro non provare pietà per ciò che offre.

Passando al contenuto, c’è molto da apprezzare la varietà di personaggi, e di come si incastrano tra loro e girino attorno alla vita del protagonista, Tony, che dopo la scomparsa prematura della tanto amata moglie Lisa per cancro, per distogliere la mente dai costanti pensieri suicidi decide di cambiare stile di vita, facendo e dicendo tutto ciò che vuole senza pensare, tanto da considerarlo addirittura un superpotere che lo allontana dalle responsabilità che aveva quando sua moglie era ancora in vita. Nel tempo dovrà però ricredersi, grazie all’aiuto dei suoi colleghi, amici, e di una signora incontrata al cimitero, rimasta anche lei vedova, che tramite consigli e incoraggiamenti riesce a riportarlo sulla buona strada, e a fargli apprezzare quelle cose che lentamente l’avrebbero reso una persona migliore.

Il tutto inizia con un video, uno dei tanti che la moglie registrò nella sua camera di ospedale, probabilmente nei suoi ultimi giorni, per far sì che Tony impari a vivere senza di lei, spiegandogli cose banali come disattivare l’allarme la mattina prima di uscire di casa, fino a motivarlo ricordandogli ciò che era prima, quasi sicuramente sapeva che sarebbe sprofondato in una incolmabile depressione.

Il protagonista, Tony, è un giornalista e scrittore di un piccolo giornale locale, e lavora affianco a suo cognato, costantemente preoccupato per la sua salute fisica e mentale, assicurandosi che non compia gesti contro se stesso. Tony, una volta rimasto vedovo cercò di suicidarsi, e ciò che gli impedì di farlo fu proprio la sua cagnolina, che regalò a Lisa diversi anni prima; questa lo fece sentire responsabile della sua vita, e di doverla curare perché ormai tutto ciò che era rimasto della sua “vita precedente”.

Credo che possa bastare, se siete arrivati fin qui fregandovene dello spoiler alert, probabilmente avrete già visto la serie, oppure siete intenzionati a iniziarla perché mi sono trattenuto molto con gli spoiler. Per terminare vorrei dire che a parer mio, queste ore trascorse davanti allo schermo mi hanno insegnato tanto, e credo che tutti debbano prendere spunto dal comportamento di chi circonda Tony, essere sempre di aiuto verso chi sta male, indipendentemente da come si comporta con voi.

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