Chi è stato Rory Gallagher ?

Quasi 26 anni fa, all’età di 47 anni ci lasciava un artista, indubbiamente uno tra i più ricchi di talento e voglia di fare musica. Purtroppo l’ho scoperto solamente di recente, circa un annetto, quasi per caso, da una live dove si parlava di un altro pezzo grosso, Jimi Hendrix, e più o meno vennero messi sullo stesso piano, ma con una grande differenza. Hendrix nonostante la sua brevissima carriera, è conosciuto da tutti, il ricordo di Gallagher, invece, è stato un po’ perso, tanto che in giro, o sul web, sono rare le volte in cui lo sento nominare. Sarà che la musica oggi è stata completamente stravolta ? Sarà anche così, ma tengo veramente molto a ricordarlo.


Rory nasce a Ballyshannon il il 2 marzo 1948, nella contea di Donegal, in Irlanda, da una famiglia abbastanza immersa nell’arte e nella musica. Suo fratello, Dónal, più piccolo di solamente un anno suonava la fisarmonica ed era la voce dei Tír Chonaill Céilí Band, la madre, Monica, invece cantava e recitava con gli Abbey Players a Ballyshannon, dove il teatro di paese è stato proprio intitolato a suo figlio, Rory.

Ai loro genitori non dispiaceva per niente questa situazione, e incoraggiavano i figli a proseguire la loro carriera musicale. Di fatti, proprio grazie a loro supporto ricevette in regalo il suo primo strumento musicale, un ukulele che imparò a suonare da autodidatta, e successivamente, all’età di 9 anni, imparò allo stesso modo a maneggiare una chitarra acustica. Aveva solo 12 anni quando tranquillamente si esibiva sia su elettrica che acustica, vincendo anche un talent show con in palio un premio in denaro.

Fender Stratocaster di Rory Gallagher

La storia della Fender Stratocaster di Rory è a parer mio una delle storie più belle che il mondo della musica abbia visto, definita come un diario di viaggio, perché talmente consumata da aver perso la propria vernice. Suo fratello, Dónal, racconta come da ragazzo, Rory, suonasse già in gruppi a livelli professionistici, ma con la sua Rosette Solid Seven non poteva arrivare molto lontano, aveva bisogno di uno strumento decisamente migliore. Un bel giorno, passeggiando per le strade di Cork, passò avanti l’unico negozio di strumenti in zona, e notò una Stratocaster del 1961, innamorandosene, e fortuna volle che quella chitarra, ordinata da Jim Connoly, chitarrista dei The Irish Showband, fosse del colore sbagliato, perciò non fu ritirata e venne messa in vendita come usata al prezzo di £100. Non potendosela permettere, scese a patti con il proprietario, pagandola £80 e permutando la sua Rosette.

Nel 1967 gli fu rubata, assieme ad altro materiale, e in stato di completa depressione si appellò all’unica emittente televisiva irlandese di quel tempo. I ladri, accorgendosi di ciò che stavano rubando decisero di gettarla in un fossato, facendola rimanere lì per giorni e giorni sotto pioggia e fango. Fortunatamente però, la ritrovò, e non se ne separò mai più fino alla sua morte, tanto che il tempo e il suo sudore, la consumarono talmente tanto da rimuovere buona parte di tutta la vernice.

Gallagher, in 28 anni di carriera produce la bellezza di 15 Album, 11 Studio e 4 Live, e contando i postumi si arriva a un totale di 31 album. Non considerando diversi risultati degli svariati gruppi dove ha preso parte in passato, dove in particolar modo ricordiamo i Taste, vi consiglio di approfondirli, hanno fatto musica veramente interessante. Adesso, voglio evitare di subentrare troppo nel dettaglio, nel suo genere, ma ciò che principalmente salta all’orecchio quando ascolti un suo disco, è la versatilità dell’artista, di come riesce a vestire diversi generi musicali, come diversissimi tipi di blues con un pizzico di rock.

In conclusione, Il Bluesman bianco con la camicia a quadri”, come viene soprannominato nella sua biografia scritta da Fabio Rossi, era un uomo a cui importava ben poco del business musicale, voleva solo fare musica e stare a contatto con i suoi fan. Gallagher ha sempre ammesso di trovarsi a suo agio in tour, sul palco, e di sentirsi sotto stress in studio, quando registrava un album, tanto da essere quasi sempre nervoso. E a differenza di altri artisti vissuti in quel tempo, non aveva vizi da droghe e fumo, ma purtroppo ne aveva dall’alcol, vista la brutta solitudine che ha vissuto per donarci ventotto anni di splendida musica. Morì a Londra il 14 Giugno 1995, a seguito del brutto esito di un trapianto di fegato, necessario per il suo problema con l’alcolismo. Quel giorno in Irlanda interruppero tutti i programmi televisivi, e trasmisero in diretta nazionale i suoi funerali.

So di avervi abbastanza annoiati, e che probabilmente non avrete letto fin qui, ma se l’avete fatto sappiate che mi avrete reso contento, e che ho accorciato molto tante storie, avrei potuto parlare della sua storia per ore. Che dire, da questa storia sicuramente c’è da trarne un insegnamento:“mai perdere di vista i propri obiettivi, e arrivarci fino in fondo”.

Qui sotto un po’ di musica:

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