The Mandalorian

Seguo da abbastanza tempo ormai l’universo di Star Wars, iniziando proprio dalla saga. Sui vari spin-off avrei molto da ridire, in quanto spesso poco originali o in contrasto con le trilogie. The Mandalorian invece mi è apparsa fin da subito come una trovata abbastanza intelligente, proprio perché parla dei Mandaloriani, un gruppo etnoreligioso che, a differenza di altri personaggi trattati negli spin-off con Han Solo, non hanno un ruolo estremamente fondamentale, o almeno non di prima importanza, quindi non andando a toccare troppo la storia originale che la saga ha creato negli anni.

Il Mandaloriano, o Mando, è il personaggio perfetto per la serie, a parer mio il risultato che tutti ci aspettavamo, frutto dei tanti errori fatti in passato; perfettamente vicino allo stile fantascientifico col tocco western che ogni fan di Star Wars conosce e a cui è abituato. La serie è ambientata in un periodo di cambiamento, precisamente al cambio di potere nella galassia dopo la caduta dell’impero, 25 anni prima de “Il risveglio della forza”. Mando è per scelta un cacciatore di taglie nella gilda di Greef Karga, con sede su Nevarro, dove, nel rispetto del suo Credo di Mandalore, guadagna riscattando taglie, lingotti di acciaio Beskar (materiale quasi indistruttibile, resistente anche al laser delle spade e dei blaster) che investe in riparazioni e accessori della sua armatura nel ritrovo dei Mandaloriani nei bassifondi di Nevarro.


Guardiamo un po’ la tramaSPOILER ALERT

Un giorno, alla ricerca di una buon lavoro, accetta da Greef di recuperare per conto di un cliente sconosciuto, una creatura, di cui sa solo avere 50 anni. Tramite un segnalatore di posizione, Mando parte alla ricerca. Raggiunto il pianeta Arvala-7 a bordo della Razor Crest, la sua fidatissima astronave, incontra Kuiil, che senza chiedere nulla in cambio gli offre aiuto indicandogli la strada verso l’avamposto dove avrebbe trovato il ricercato. Arrivato su luogo, realizza di non essere l’unico incaricato, e con un droide da combattimento riesce a farsi strada, arrivando finalmente dove doveva arrivare. Si scopre che il ricercato è un bambino, appartenente alla stessa specie del maestro Yoda, e Mando, quasi intenerito, fa fuori l’unità IG-11, prendendo il bambino e portandolo su Nevarro, dove ad aspettarlo ci sono diversi stormtrooper e un ex ufficiale imperiale. Poco dopo averlo consegnato, e come da contratto, ricevuto il suo beskar compra svariate migliorie per la sua armatura, e successivamente, preso dai sensi di colpa torna indietro per riprendere il bambino. Con una scena a dir poco western, si ritrova l’intera città contro, attratta dalla grande somma di beskar piazzata sulla testa di quel bimbo, e soprattutto grazie all’aiuto dei suoi compagni Mandaloriani, riesce a mettersi in salvo, rifugiandosi su Sorgan con l’intenzione di lasciarlo lì in un villaggio tranquillo. Sorpassando i vari problemi e l’incontro con Cara Dune, viene raggiunto da altri cacciatori. Mando scopre di non essere mai al sicuro, e inizia il lungo viaggio alla ricerca della sua specie per riportarlo nel suo “habitat naturale”, ricerca a quanto pare ancora in corso, data l’attesa della terza stagione.

Piccola chicca che non vedo spesso citata quando si parla di The Mandalorian, è la colonna sonora, composta e suonata per buona parte da Ludwig Grönsson, assieme a un’orchestra di 70 componenti. Ludwig cercava uno stile grintoso, che incrociasse il mezzo classico con il mezzo tecnologico, e cominciò tutto suonando semplicemente un flauto. In modo impressionante ha inciso ore e ore di musica, tanto che solo la prima stagione conta un album musicale per episodio, quindi 8 album. Ludwig ha cercato fin da subito un’anima organica, e soprattutto, che rispettasse i suoi canoni di “Musica che proviene da un’altro pianeta”. Questo perfezionismo è stato meritatamente premiato come miglior colonna sonora per serie TV.

Per concludere, aggiungo che ho trovato questa serie molto interessante e scorrevole, e soprattutto ben fatta, grazie ai dettagli molto curati e alcuni riferimenti alla Saga, piazzati molto bene. Attendo con una certa impazienza la terza stagione.

Classificazione: 4.5 su 5.

Un pensiero su “The Mandalorian

  1. Pingback: Introduzione a Star Wars – Lattughino

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