Storie di Design: Lo stile rivoluzionario della Mini

La Mini è forse l’automobile più famosa al mondo e sicuramente fra le più importanti e iconiche mai prodotte. La minuscola auto simbolo del Regno Unito del dopo guerra venne presentata al mondo il 26 Agosto 1959 e rimase in commercio fino al 4 Ottobre del 2000, quando, dopo 41 anni di onorato servizio, venne dismessa dalla produzione e sostituita l’anno dopo da una versione moderna che, ahimè, ha ben poco a che vedere con il modello di cui parlerò oggi.


Il progetto iniziò nel 1956 in seguito ai risultati della crisi di Suez dello stesso anno, che aveva causato un rincaro dei prezzi del carburante in tutta Europa, questa situazione aveva portato alla produzione di numerose “bubble car” fra cui l’Isetta della Iso Rivolta, progetto Italiano prodotto sotto licenza dalla BMW e tante altre. La British Motor Company affidò a Sir Alec Issigonis la creazione di una microvettura a 4 posti per combattere la sempre maggiore concorrenza delle bubble car.

Una 4 posti che, all’apparenza, può sembrare come suggerisce il nome “Mini”, ma che in realtà è stata ben studiata per avere diversi spazi per valigie e bagagli; basti pensare che gli spazi interni furono disegnati intorno a ben quattro giocatori della nazionale inglese di rugby.

Per arrivare al risultato che noi tutti conosciamo, Issigonis apportò numerose novità per la realizzazione della Mini, la più importante è sicuramente il posizionamento del motore, la Mini è stata infatti la prima automobile con la disposizione anteriore-trasversale del motore. Issigonis non si limitò solo a questo e decise di dotare la Mini di nuove sospensioni “Hydrolasticsprovviste di molle, del cofano posteriore ribaltabile verso il basso e di un elemento che renderà famosa la Mini, ovvero le sue ruote da dieci pollici, piccolissime, questa scelta fu dovuta per limitare l’invasività nell’abitacolo dei parafanghi.

Fra le scelte stilistiche degli interni bisogna aggiungere che si optò per un cruscotto quasi totalmente vuoto, se non per la presenza del contachilometri al centro, e la posizione del volante che era quasi orizzontale, scelta che richiese un po’ di pratica ai primi acquirenti della Mini, l’interno della Mini venne progettato per poter ospitare anche qualche bagaglio che non riusciva ad entrare nel bagagliaio, infatti i pannelli porta erano scavati all’interno e potevano ospitare una valigetta, questa scelta portò ad adottare i finestrini a scorrimento e non discendenti, anche sotto ai sedili posteriori c’era spazio per ulteriori bagagli.

Un’altro elemento che contraddistinguerà la Mini sono le cerniere delle porte e le saldature, che erano a vista, e che vennero mascherate da gocciolatoi.

C’è da dire che la Mini non venne accolta subito come un grande successo, l’estetica della nuova microvettura fece un dubitare molti acquirenti della prima ora, ma in breve tempo la Mini divenne un successo, in molti erano i VIP che si fecero ritrarre nelle strade di Londra all’inizio degli anni 60 a bordo di una Mini, fra cui possiamo citare: i Beatles, Steve McQueen e Peter Sellers.

Così la Mini colpì quasi immediatamente tutti, dalla gente comune ai divi del cinema, dai normali automobilisti ai piloti professionisti. Cambiò così il costume e lo stile di vita, non solo del Regno Unito, ma in tutto il mondo, infatti la Mini registrò buone vendite ovunque e chiunque avesse la possibilità di farlo, subito corse a personalizzare la propria vettura.

John Lennon a bordo della sua Mini “psichedelica”

Anche in Italia la Mini riscosse una buona popolarità, anche grazie alle vittorie delle Mini elaborate da John Cooper nei Rally, però a causa delle spese di importazione la Mini era un auto per pochi, almeno fino al 1965, quando l’Innocenti riuscì ad ottenere la licenza per produrre la Mini in Italia. Inutile dire che fu un successo enorme e la Mini divenne anche in Italia un fenomeno di costume. Le Mini italiane erano leggermente differenti da quelle inglesi, erano più rifinite internamente, avevano la calandra anteriore differente ed il cofano posteriore adeguato alla targa quadrata in uso a quel tempo.

Una Mini Innocenti

Il successo della Mini durò per quasi tutta la sua carriera, In seguito all’Mk 1 uscirono altre versioni e con gli anni anche altri modelli, come ad esempio la Traveller o la Clubman. La Mini sopravvisse a numerosi cambi societari, infatti la Mini venne commercializzata da diversi marchi, Inizialmente da Austin e Morris, successivamente da British Leyland e infine, nel 1969 da MINI che la commercializza ancora oggi.

Nel 1990 la MINI entrò a far parte del Gruppo Rover. Nel 1994 la BMW acquisì il Gruppo Rover e quindi anche MINI, e proprio la BMW in quegli anni diede alla Mini una “nuova vita” rendendola più moderna per gli standard dell’epoca, nel 1998 iniziarono i progetti per sostituire la Mini originale, nel frattempo però la Mini continuò ad essere commercializzata, almeno fino al 2000, quando il progetto originale della Mini, che nonostante la popolarità era ormai diventata difficile da omologare, lasciò il passo alla nuova versione che è ancora tutt’oggi in commercio.

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