Perché guardare The Office ?

Ho conosciuto questa serie di recente principalmente grazie ai numerosi pareri, più o meno discordanti, e agli innumerevoli meme in giro per il web. A dir la verità, l’avevo già sentita nominare diverse volte ma non ci avevo dato troppo peso.

Per chi non la conoscesse, The Office è una sitcom americana ideata da Greg Daniels, basata sulla serie omonima Britannica ideata da Ricky Gervais, che in questa versione è il produttore esecutivo. Andata in onda, almeno in America, tra il 2005 e il 2013. Dico almeno perché qui in Italia la serie ha avuto una storia alquanto travagliata: è passata da diverse emittenti, rimanendo bloccata alla quarta stagione, questo almeno fino al 2018, quando è passata per le mani di Amazon che ha reso disponibili in streaming le prime 6 stagioni più le restanti stagioni su Prime Video, concludendo con la nona nel 2020. È probabilmente anche per questo motivo che la serie sta vivendo una sorta di seconda giovinezza.


Devo ammettere che inizialmente la serie non mi ha colpito quasi per niente, facendomela abbandonare quasi subito. L’ho ripresa di recente per darle una seconda chance, spinto principalmente dalla curiosità nata da vari pareri letti sui social, come già scritto prima, e dopo aver iniziato a seguirla in lingua originale, ho cambiato completamente il mio pensiero sulla serie che è entrata a far parte delle mie serie preferite.

Una delle cose che ho apprezzato di più della serie è il format da documentario, infatti la serie viene definita come un mockumentary, che come saprete già se avete letto qualche articolo passato, è un genere che mi piace tantissimo, uno stile narrativo che permette agli attori di elevare i propri ruoli a un livello più alto di commedia, rendendolo più realistico e più in linea con le tipiche quotidianità della vita d’ufficio.

C’è da dire che con il passare delle stagioni gli sceneggiatori hanno deciso di “allentare” le regole sul formato, con la troupe che spesso si reca in luoghi dove le troupe dei documentari reali non sarebbero mai andate, oppure a cose che le troupe reali non avrebbero fatto, questa cosa ha cambiato la scrittura e lo stile comico della serie, cambio che ha diviso critica e fan, e che personalmente ho apprezzato.

Trama e personaggi

La trama dello show è semplice: una troupe televisiva sta filmando i dipendenti della filiale della Dunder Mifflin di Scranton, apparentemente 24 ore su 24. La presenza della telecamera è riconosciuta dai personaggi, tra una scena e l’altra sono presenti delle interviste, come in una sorta di confessionale, in cui i personaggi parlano con la troupe.

Passando ai personaggi, come scritto sopra, la serie gira intorno alle vicende personali e lavorative dell’ufficio, in particolare su questi quattro personaggi che potremmo definire principali:

Michael Scott, interpretato da Steve Carell, è il manager della filiale, vuole essere amico dei suoi colleghi e fa di tutto, ogni giorno, per conquistare la loro simpatia, spesso finendo in situazioni totalmente inappropriate.

Dwight Schrute, interpretato da Rainn Wilson, è considerato da Michael uno dei migliori venditori della filiale, Pignolo, divertente e presuntuoso, è appassionato di arti marziali e film di fantascienza, possiede una fattoria di famiglia e gareggia ferocemente con il suo collega Jim Halpert, di cui è spesso vittima di svariati scherzi.

Jim Halpert, interpretato da John Krasinski, è un pigro e dispettoso addetto alle vendite, passa le sue giornate in ufficio facendo il minimo indispensabile, parlando al bancone con Pam o facendo diversi scherzi, principalmente a Dwight, la sua vittima preferita.

Pam Beesly, interpretata da Jenna Fisher, è forse il personaggio con una maggiore crescita individuale nella serie; All’inizio è una dolce, timida e tranquilla segretaria d’ufficio, apparentemente annoiata, insoddisfatta del suo lavoro e del suo fidanzamento con Roy, magazziniere che lavora al piano di sotto. Con il passare del tempo e dello sviluppo della sua vita amorosa, ha acquisito fiducia ed è diventata più propositiva.

Il resto dell’ufficio si divide tra chi lavora aspettando la fine della giornata per tornare a casa tipo: l’ingenuo Kevin, lo scorbutico Stanley, la bigotta Angela, il messicano saputello Oscar, il sociopatico Creed, l’alcolizzata Meredith e molti altri.

Perché recuperarla ?

Magari non vi ho ancora convinto e vi starete chiedendo perché dovreste recuperare una sitcom iniziata nel 2005 e terminata ormai da otto anni, beh, The Office è una serie veramente fantastica che, come ho scritto sopra, sta vivendo una seconda giovinezza grazie al web.

Credo che The Office piaccia perché parla di una situazione monotona e noiosa, un normalissimo lavoro d’ufficio che ben o male abbiamo tutti in mente come si svolge, perché fa ridere, o perché, nel momento in cui il mondo intero ha dovuto introdurre nuove abitudini a causa della pandemia da Covid-19, quelle situazioni di “normalità” ci mancano.

E poi ovviamente, come ho scritto sopra, perché The Office fa morire dal ridere. Il vero motivo per cui questa serie fa così ridere è dovuto alle situazioni create da alcuni personaggi, che potrebbero essere i nostri amici, i nostri colleghi di lavoro e magari anche noi stessi, personaggi costruiti a regola d’arte. Che spesso creano situazioni al limite della follia, che fanno ridere proprio perché in realtà non potrebbero mai accadere. Più della metà delle situazioni esilaranti di The Office, nella realtà non ci farebbero neanche ridere, anzi, probabilmente ci farebbero imbarazzare.

Prima di concludere vi lascio con un piccolo consiglio: Guardatela in lingua originale (con sottotitoli a scelta), perché perde molto con il doppiaggio in lingua Italiana, perché a mio parere solo così potrete ridere ed apprezzarla per davvero.

Classificazione: 4.5 su 5.

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