Perché ascoltare i Dire Straits

In molti avrete già sentito parlare di questo gruppo leggendario, fondato da Mark Knopfler, chitarrista, voce e autore di tutti i brani; David Knopfler, fratello di Mark, anch’esso chitarrista; John Illsley al basso e Pick Withers alla batteria nel 1977. I Dire Straits hanno saputo “crearsi un genere” grazie alle sonorità originali, all’orecchio di chiunque riconoscibili solamente dall’introduzione, dovuto anche alla loro grande abilità tecnica, particolarmente segnata da Mark Knopfler, frontman del gruppo, che con la sua Stratocaster ha affiliato e lanciato delle tecniche quasi mai viste prima nel mondo della musica.


Il gruppo venne fondato nel 1977 da Mark Knopfler, David Knopfler, John Illsley e Pick Withers, i quattro iniziarono ad esibirsi in alcuni locali inglesi con il nome di Cafè Racers, fu un amico di Withers a suggerire il nome Dire Straits, un modo di dire, un gergo, inglese che si potrebbe tradurre con “terribili ristrettezze”, oppure “tremende avversità”, facendo riferimento all’infelice situazione economica in cui versavano in quel momento i componenti del gruppo.

Ma in questo articolo non parlerò della storia dei Dire Straits, di cui si è già parlato molto, mi concentrerò principalmente sulla tecnica del gruppo e dei suoi componenti, senza dimenticare che ogni componente dei Dire Straits ha indubbiamente contribuito nel mondo della musica, in questo articolo, vorrei soffermarmi maggiormente su Mark Knopfler.

Prima che un artista, Knopfler, è una persona molto riservata, modesta e disinteressata dal mondo patinato che c’è attorno alla musica, tanto da aver messo a rischio i contratti con le case discografiche pur di poter avere libera scelta sul genere da fare e su cosa scrivere all’interno dei suoi testi. Testi che, se letti, raccontano di storie e di significati anche molto profondi, quindi non sarebbe errato definire Knopfler un poeta.

Nonostante Mark stesso abbia definito il suo modo di suonare come Tengo in mano la chitarra come un idraulico tiene in mano un martello, ritenendosi un incubo per gli insegnati di chitarra visto il suo modo completamente particolare di suonare, si piazza al 44°esimo posto nella classifica dei 100 migliori chitarristi (rivista nel 2011) secondo Rolling Stone.

Mark Knopfler al Live Aid (1985)

Il suo modo di approcciare la chitarra, in parole veramente molto brevi, è suonare una chitarra elettrica come se fosse un banjo, adattando il tutto a un clima blues/rock. Per quanto possa sembrare qualcosa di non estremamente eccezionale, senza calarsi troppo nel lato tecnico dello strumento, il banjo viene prevalentemente suonato con le dita, mentre una chitarra elettrica nella maggior parte dei casi le corde vengono toccate da un plettro, o da una moneta; e questo utilizzo dei polpastrelli permette a Knopfler di sfruttare nel miglior modo possibile la pressione del dito, e la forza con cui andare a toccare la corda, donando una dinamicità importantissima, anche suonando la stessa nota, nel suo ruolo all’interno del gruppo.

Knopfler, come tutta la band, teneva molto a pesare nota per nota tutte le componenti di ogni brano, in modo da creare delle vere e proprie, a parer mio, sinfonie, capaci di trasmettere un’emozione dal più complesso degli assoli alla pausa, perché anche in quest’ultima è possibile inviare qualcosa.


Ma passando al dunque, perché ascoltare i Dire Straits ?


Principalmente perché ritengo questo gruppo estremamente valido nei significati, nei testi delle canzoni, la dinamicità dei testi e della musica, che come ho scritto sopra, riesce a mettere nella musica una magia che purtroppo oggi si sta perdendo sempre più. Questa dinamicità che oggi nelle canzoni è fissa sempre al massimo, nelle loro composizioni, come in altre migliaia di quel tempo, riesce anche nei momenti difficili, a risollevarmi il morale.

Vi lascio di seguito alcune performance live, e un brano in studio, fra i miei preferiti:

4 pensieri su “Perché ascoltare i Dire Straits

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