Ricordando Franco Battiato

Questa mattinata è iniziata con una brutta e pesantissima notizia: La scomparsa di Franco Battiato.

Considerato uno dei più grandi artisti Italiani del secolo scorso, Battiato si è contraddistinto per il suo continuo sperimentare, combinando tra loro numerosi generi rendendoli il più personali possibili e per i suoi testi, spesso visti come enigmatici, da molti considerati delle vere e proprie poesie cantante.

Ormai malato da tempo, si era ufficialmente ritirato dalle scene nel 2019, in seguito all’uscita del suo ultimo album: “Torneremo ancora“, scomparendo nel nulla.


Franco Battiato nasce il 23 Marzo 1945 a Ionia, in Sicilia in una famiglia umile. Nonostante le scarse informazioni sulla sua infanzia, sappiamo che ha conseguito la maturità al Liceo Scientifico “Archimede” di Acireale, e in seguito alla scomparsa del Padre, camionista e scaricatore di porto a New York, decide nel 1964 di trasferirsi a Roma, e successivamente si stabilisce a Milano.

In questo periodo Battiato frequenta il Club 64, dove già altri artisti come Jannacci, Pozzetto, Paolo Poli e Lauzi compievano i passi. L’artista siciliano apriva il sipario con alcune canzoni della sua terra, attirando l’attenzione di un giovane Giorgio Gaber, che presente nel pubblico a fine spettacolo gli chiese di andarlo a trovare. Il giorno dopo i due si incontreranno dando vita a una grande amicizia.
Sarà Gaber stesso a promuovere Battiato come artista e musica, proponendolo nel 67′ alla casa discografica “Ricordi“, con l’intenzione di lanciarlo in coppia con Gregorio Alicata, procurandogli successivamente un contratto con la Jolly.
Casa discografica che abbandonerà nel 68′ per lasciare il genere delle canzoni di protesta e cimentarsi in brani più romantici. Trovando posto alla Philips, ottiene un buon successo con “È l’amore“, che vende oltre 100mila copie.

I primi veri successi di Battiato arrivano negli anni 70′, anni in cui si dedica alla musica elettronica e sperimentale, cercando di trovare la propria dimensione nel mondo della musica. Ed è proprio in questo periodo che diede origine al suo primo album per l’etichetta Bla Bla, “Fetus“, nel 1972. La svolta però arriva nel 1977, quando, cercando di ampliare le proprie conoscenze sul violino, incontra il maestro Giusto Pio, i due si incontrano al momento giusto, il momento in cui entrambi cercano di cambiare la propria vita da artisti. I due danno vita ad un sodalizio artistico unico, creando svariati pezzi per altri artisti, come, ad esempio, “Per Elisa” di Alice e pubblicando un 45 giri con lo pseudonimo “Astra“.

Restando di nicchia, dopo svariati album venne notato e ingaggiato dalla EMI, importantissima casa discografica che lo portò su un genere musicale più pop, producendo “L’era del cinghiale bianco“, un disco che ebbe comunque delle vendite abbastanza modeste, rispetto a ciò che farà negli anni 80′. Quest’album segna l’accostamento del musicista siciliano alla new wave dopo il “periodo sperimentale” iniziato negli anni 70.

Sempre con la EMI, nel 1980 farà uscire “Patriots“, album di grande successo ma non paragonabile a “La voce del padrone“, considerato uno degli album più importanti della musica italiana nonché uno dei titoli migliori di Battiato.

La voce del padrone condusse definitivamente alla fama l’artista siciliano, rimanendo il suo più grande successo. Anche se considerato da molti un album più semplice rispetto ai precedenti, l’album restò al primo posto in classifica per diciotto settimane non consecutive fra il maggio e l’ottobre del 1982. Spesso caratterizzato da sonorità eleganti e raffinate con riferimenti al punk rock ed alla new wave, Battiato, con la voce del padrone, album che si caratterizzò per essere facilmente fruibile per il medio pubblico grazie a delle sonorità più Pop, riuscì ad aprirsi a nuovi scenari musicali. Il resto, come si suol dire, è storia.

Vogliamo ricordare Franco Battiato con le parole espresse da Sergio Mattarella – che condividiamo a pieno:

“Artista colto e raffinato che con il suo inconfondibile stile musicale – frutto di intenso studio e febbrile sperimentazione -ha affascinato un vasto pubblico, anche al di là dei confini nazionali.”

Sergio Mattarella

Lasciamo di seguito, come di consueto, alcune delle sue opere più celebri:

2 pensieri su “Ricordando Franco Battiato

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