Film in poche parole: Rifkin’s Festival.

Finalmente, dopo circa sei mesi dall’anteprima, sbarca in Italia la nuova fatica di Woody Allen, che si presenta come una grande lettera d’amore ai grandi maestri della settima arte.


Trama

Mort Rifkin (interpretato da Wallace Shawn) è un ex professore universitario e fanatico cinefilo, sposato da molti anni con Sue (interpretata da Gina Gershon), affermata addetta stampa del settore. Sospettando che la moglie abbia una relazione col giovane regista francese Philippe (interpretato da Louis Garrel), sceglie così di seguirla al Festival internazionale del cinema di San Sebastián, in Spagna.

Con la sua solita ironia, Woody Allen presenta un film che indaga sulla natura stessa del capolavoro, o meglio la sua impossibilità nel contesto del cinema contemporaneo.

Allen sconta la pena di non saper vivere lontano dal set confermandosi, anche oltre gli 80 anni, come un regista che continua a girare compulsivamente quasi un film l’anno. Questo comporta che nella sua filmografia esistano titoli maggiori e minori, e Rifkin’s Festival, a mio parere, trova posto nella schiera delle opere minori, nella sezione della commedia agrodolce, costruita su temi, idee, atmosfere già esplorate.

Lo scorrere inesorabile del tempo, un matrimonio che si autodistrugge, il terrore di affrontare la verità e il cambiamento, il senso d’inadeguatezza, la malinconia data dall’amore per l’arte, la letteratura e il cinema, e la consapevolezza di non essere all’altezza dei propri stessi idoli.

Tutti questi temi verranno nuovamente illustrati da Allen attraverso la storia di Mort Rifkin.

Per concludere

Woody Allen ci porta durante tutto il film un messaggio per certi versi inaspettato: il cinema potrà anche aiutare quando le cose vanno male, ma non sarà mai al livello della vita reale.

Rifkin’s Festival è il testamento di un autore che ha fatto pace con se stesso, sperando però che non sia ancora arrivato il suo momento.


Valutazione

Alla fine risulta come uno dei migliori fra i film recenti di Allen, forse non per tutti per via delle molteplici citazioni ma che, a mio parere, sarà comunque apprezzato dai fan del regista newyorkese.

Classificazione: 3.5 su 5.
TRAILER UFFICIALE DEL FILM

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