The Greatest Showman

Per un problema riscontrato con l’articolo precedente, abbiamo dovuto ripubblicarlo nella forma corretta. Ci scusiamo per l’accaduto.

-Redazione Lattughino

The Greatest Showman è un film musical ambientato nell’Ottocento che racconta la vita di un ragazzo, Phineas T. Barnum, figlio di un sarto che riesce ad affermarsi come il più grande showman dell’epoca (da qui deriva appunto il titolo del film).

Grazie alla regia di Michael Gracey, conosciuto anche per aver raccontato la vita di Elton John nel film “Rocketman”, e alla presenza di attori quali Hugh Jackman, Zac Efron e Zendaya, è stato possibile ottenere un film di successo, capace di vincere numerosi riconoscimenti come l’Oscar e il Golden Globe.


Trama


Il punto di forza del film è sicuramente la colonna sonora originale, che ha permesso a questo di raggiungere fama internazionale. Infatti le canzoni dai testi significativi (in particolare “This is me”) e le interpretazioni sensazionali del cast, con scenografie elaborate e riprese studiate nel dettaglio, hanno permesso di innalzare notevolmente il livello del lungometraggio. Possiamo dire che, grazie all’inserimento di questi spezzoni musicali, viene anche alleggerita la trama del film, che racconta come spesso l’ambizione può portare all’avidità.


Infatti il film si apre con il protagonista da ragazzo, che lavora al fianco del padre per una ricca famiglia, quella degli Hallet. Qui conoscerà la figlia del padrone di casa, con cui si scambierà una serie di lettere durante tutta l’adolescenza, anche dopo la morte del padre di lui. Abbiamo quindi un salto temporale che ci porterà a vedere Phineas T. Barnum, interpretato da Hugh Jackman, cresciuto e in procinto di sposare e mettere su famiglia con quella nobildonna, Charity. Vivono insieme una vita abbastanza misera, in un vecchio palazzo malandato a Manhattan, con le loro due figlie.


Spinto dalla voglia di dare alla propria famiglia una vita migliore e anche un po’ per dimostrare agli Hallet che può dare alla loro figlia ciò che meritava anche essendo di basso rango, sfrutta il suo licenziamento per farsi prestare 10000 dollari dalla banca, usando come garanzia la flotta navale, ormai affondata, che aveva portato in bancarotta la compagnia per cui lavorava.


Grazie a questo finanziamento acquisterà un vecchio museo di statue in cera. Tuttavia gli affari vanno male e, grazie al consiglio delle sue bambine, inizia a reclutare gente “strana” o dalle abilità speciali in modo tale da mettere su uno spettacolo. Grazie a ciò avrà molto successo nella zona, ma altrettanti giudizi, che lo porteranno a trasformare il museo in un “circo”, a causa di un critico che l’aveva così definito in un articolo. Raggiungerà però fama mondiale, circondandosi di persone rispettabili, come Philip Carlyle, che diventerà suo socio, e Jenny Lind, cantante lirica internazionale.


In conclusione


Possiamo dire che questo film ci lascia diversi insegnamenti: in primo luogo ci ricorda che ciò che siamo non determina ciò che saremo nel futuro, e che quindi con impegno, costanza e ambizione si può raggiungere qualsiasi obiettivo e, in secondo luogo, che la diversità non è un male anzi ci rende unici e speciali.


Vi lascio, in conclusione, l’album con la colonna sonora del film.

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