Storie di Design: I 42 anni del Walkman

Partiamo con una premessa: Non so se avete mai pensato a degli oggetti iconici che, in qualche modo, hanno segnato le varie epoche storiche, io me lo sono chiesto spesso, e questo pensiero mi ha portato negli anni ad informarmi sempre di più su vari oggetti, e sicuramente, se vi siete posti anche voi questa domanda, sarete finiti anche voi in qualche modo al Walkman, un oggetto simbolico e rivoluzionario, che, con un sistema molto rudimentale, è riuscito a rendere la musica portatile e alla portata di tutti.


Se quando usciamo di casa la prima cosa a cui pensiamo, oltre alle chiavi, è di portarsi dietro un paio di cuffiette per sentire la musica è sicuramente grazie al Walkman. Lo sviluppo del Walkman fu molto semplice a dir la verità, partito più o meno nel 1978, su volere del fondatore ed allora presidente di Sony, Akio Morita, che voleva un dispositivo per ascoltare l’opera durante i suoi numerosi voli transpacifici.

La Sony veniva da un brutto flop di quattro anni prima, quello del Betamax, il sistema di videoregistrazione a nastro magnetico destinato a rivoluzionare la fruizione di contenuti audiovisivi, ma soppiantato dal VHS della JVC, che, seppur fosse peggiore del Betamax era più economico e aveva una durata del nastro più lunga. Toccò proprio al Walkman la non invidiabile sorte di dover riscattare l’investimento del Betamax, e doveva farlo senza spendere troppo.

La prima versione del Walkman si basava infatti sul telaio del Sony Pressman, scelta dovuta probabilmente per il risparmio. Il Pressman era un famoso registratore tascabile pensato per i giornalisti, infatti l’ingegnere Nobutoshi Kihara si limitò a rimuovere la funzione di registrazione e lo speaker, e decise che il Walkman avrebbe fatto a meno del tasto REC perché l’ascolto era ciò che lo avrebbe distinto.

“Questo è il prodotto che soddisferà le esigenze di quei giovani che vogliono ascoltare musica tutti i giorni; Lo porteranno ovunque con loro e non si preoccuperanno delle funzioni di registrazione”.

Akio Morita

Per quanto riguarda il design, il primo modello di Walkman, il TPS-L2, era grigio e blu metallizzato, per richiamare il colore dei blue jeans, indumento di tendenza legato al mondo libero. Uno dei punti forti del Walkman, oltre alla portatilità, era l’ascolto privato della propria musica, cosa che le radio portatili del tempo si sognavano.

Il Walkman infatti permetteva di avere una certa intimità con quello che si stava ascoltando, da non dividere con alcuno, o solo con chi si voleva, dato che il primo Walkman aveva una seconda uscita jack per collegare un altro paio di cuffie (anche se nella confezione ne era incluso solo uno). E tornando al tasto REC, ce n’era un altro al suo posto, indicato come “hotline”, questo tasto attivava un piccolissimo microfono interno che si sovrapponeva parzialmente al suono della cassetta permettendo di ascoltare e di parlare con la persona con cui si stava ascoltando la musica.

Nelle prime settimane le vendite procedettero a rilento, ma una strategia promozionale molto aggressiva e una buona campagna stampa fecero il miracolo, tanto che nei successivi due mesi il Walkman sfiorò la quota record di 50mila esemplari venduti.

Sony decise di non vendere un semplice prodotto, per quanto tecnologicamente all’avanguardia, ma, come si direbbe oggi, un’esperienza totalmente nuova. “Forse è così popolare perché nulla del genere è mai esistito prima” confidava un rivenditore al Washington Post nel 1981.

Negli anni, il marchio “Walkman” è diventato uno di quei rari brand che hanno avuto la fortuna di diventare talmente tanto famosi da entrare nell’immaginario comune e di venir usato per descrivere un determinato oggetto, come ad esempio Scotch, famoso Brand di nastri adesivi diventato di uso comune per descrivere il nastro adesivo. Il brand Walkman ha inoltre abbracciato altre tecnologie, come ad esempio il “Discman”, dalle misure un po’ più grandi per contenere un CD.

Tecnologie che sono rimaste comunque salde all’idea iniziale di ascolto musicale in mobilità del Walkman. Il declino del Walkman partirà dal 2001 con l’avvento della musica digitale e con l’introduzione sul mercato del rivoluzionario iPod di Apple, ma questa è un’altra storia.

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