10 anni senza Amy Winehouse

To read in your language, look for the translator on the sidebar. If some things are unclear please let us know in the comments. Enjoy the reading !

Ci lasciava dieci anni fa una delle meteore più d’impatto mai esistite nel mondo della musica. Amy Winehouse, nonostante la brevissima carriera, ha messo le prime basi della rivoluzione soul che oggi ha permesso a grandi artisti e voci femminili di mettersi in gioco.


Nata il 14 Settembre dell’83 a Enfield, in Inghilterra, da una famiglia ebraica. Da sempre portata per la musica, all’età di dieci anni fonda un gruppo rap “Sweer’n Sour”, da lei descritta come la versione ebraica delle Salnt-n-Pepa, che tanto ammirava. Sempre nello stesso anno i suoi genitori divorziano.


A dodici anni frequenta la Sylvia Young Theatre School, un istituto dalle regole severe che Amy non intendeva rispettare. Si presentava in aula con gioielli e piercing, e se intimata a rimuoverli, in un secondo momento li rimetteva. In questa scuola che la riconosce per il grande talento vocale, ma che deve allontanare per la bassa condotta e il pessimo comportamento. Resterà comunque in contatto con Sylvia Young, che la segnala alla National Youth Jazz Orchestra, gruppo con cui registra con un ex compagno di classe diverse demo, rimaste per un primo momento in un cassetto.

Solo qualche tempo dopo, un suo amico riesce a ottenere un incontro con Simon Fuller, l’uomo che ha creato le Spice Girls. Fuller mostra fin da subito interesse nelle demo di Winehouse che gli erano state fornite, e invia due uomini per ascoltarla durante un’esibizione live. Dopo poche settimane Amy, a solo 17 anni, firma il primo contratto con un’agenzia di rappresentanza.

Fin da subito però, intenta a produrre jazz, si trova a disagio in un ambiente che sforna pop star adolescenti, e col tempo si accorge di quanto l’agenzia voleva trasformarla in un prodotto commerciale.
La affiancarono all’uomo che scriveva per le Spice Girls, e una volta iniziate le registrazioni, Amy, non mostra collaborazione, faceva di tutto pur di non lavorare. Passava il tempo a fare shopping o nei pub, si recava in studio solo il venerdì, dove ha registrato “October Song”, canzone dedicata al suo canarino che stupì tutti.

Dopo quasi un anno, registra la sua prima demo per l’agenzia, senza però alcun contratto con una casa discografica. A sua insaputa però, era seguita da Darcus Beese, un nome molto importante nella discografia, che notandola la mise in contatto con il produttore di Nas, uno dei rapper preferiti da Amy. A 19 anni firma il suo primo contratto con la Island Records.

Il suo primo album esce il 20 ottobre del 2003, Frank, un album influenzato dal jazz, dal soul e con sonorità retrò, tutte interamente scritte da Amy, tranne che per due cover. Il disco riceve solo critiche positive, doppio disco di platino e un milione e mezzo di copie. È apprezzato da tutti tranne da lei stessa, che mostra pubblicamente il disprezzo consigliando di non acquistare l’album. La casa discografica selezionò solo le tracce più leggere, mettendo da parte canzoni a cui teneva molto, e questo creò disaccordi fra le due parti.

All’età di 22 anni, incontra in un pub Blake Fielder-Civil, un uomo cupo e attraente. Fu amore a prima vista, e quando inizia a lavorare al secondo disco, la relazione diventa sempre più seria, anche se lei era solo la sua amante. Sono entrambi accomunati da traumi infantili molto simili, e praticavano autolesionismo per sentirsi a loro agio.
Prima di conoscere Blake, Amy era completamente contraria alle droghe pesanti, se se ne parlava a favore abbandonava la stanza, ma questa storia la trasformò in tutt’altra persona, e così iniziò a spostarsi sulla strada della tossicodipendenza. Sei mesi dopo il loro incontro, Blake la lascia tramite SMS, dicendo che non se la sente di lasciare la sua ragazza per lei. Qui i problemi con alcol e droghe aumentarono, specialmente dopo la perdita della nonna, che aveva quasi fermato i lavori del nuovo album. Tentò la riabilitazione in clinica, ma non resistette più di quindici minuti. È proprio il brano che apre Back to Black, Rehab, a parlare di riabilitazione e del rifiuto dal disintossicarsi dall’alcol.

Amy Winehouse con Blake

Questo singolo, diventato tormentone mondiale, esce il 23 Ottobre del 2006, anticipando l’album Back to Black, uscito invece il 27 dello stesso mese. Amy, a differenza di Frank, sentiva questo album suo, dove trasformava la sua vita in musica, e la raccontava. Fu un successo planetario, scalò le vette non solo nel Regno Unito, ma anche all’estero, specialmente in America.

Dopo l’album c’è un ritorno di fiamma, Amy ritorna con Blake e decidono di sposarsi. Appena rimessi assieme celebrano un matrimonio lampo a Miami, senza neanche invitare i genitori.
La situazione non migliorò, la cattiva influenza di Blake si faceva sentire sempre più, ma Amy non ne voleva sapere, voleva soltanto essere una buona moglie per lui.
Qualche tempo dopo Blake viene condannato a 27 mesi di reclusione, spingendo la Winehouse in uno stato pessimo; a ogni data del tour di Back to Black sbraitava contro il pubblico, dimenticando le parole e presentandosi sempre ubriaca, trasformando il tutto in un circo, per poi annullare ogni tappa.

Nel 2008, incoraggiata dalle sei nomination ai Grammy e alle tre milioni di copie vendute nel mondo, decide volontariamente di ricoverarsi in clinica per disintossicarsi. Questa volta sembrava andare per la meglio, aveva molto materiale sottomano per il nuovo album e nel live al CityBurlesque mostra il suo ritorno alla sobrietà.

Nel gennaio del 2009 è Blake a chiedere il divorzio per adulterio. Inizialmente lei si oppose, ma nell’agosto viene segnata la fine del matrimonio. Anche se ricchissima, Blake non ricevette denaro, anche facendo causa contro i genitori otto anni dopo la morte di Amy.

Dopo il divorzio il comportamento di Amy si aggrava, venendo arrestata dopo aver aggredito il manager di un teatro londinese.
Nel 2010 mostra segnali di ripresa, annunciando il ritorno nelle scene musicali con concerti previsti in Brasile, Italia ,Serbia, Turchia e Romania. Il 2 Novembre 2010 viene pubblicato un brano in collaborazione con Quincy Jones, “It’s My Party”.

Una brutta ricaduta la riporta in clinica, con scarso successo, portandola ad essere pesantemente fischiata in un concerto a Belgrado. Poco tempo dopo, il 23 Luglio del 2011, viene ritrovata morta nel suo appartamento per intossicazione da alcol. Verrà pubblicato qualche mese dopo la sua morte il terzo album postumo.
Le sue ceneri saranno mischiate con quelle della nonna, a cui teneva molto. I fan da tutto il mondo creeranno nei giorni a seguire un murale di fiori e striscioni, un grande gesto di vicinanza e di ricordo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...