Parliamo di Anime: Evangelion

Con l’uscita il 13 agosto su Prime Video dell’ultimo lungometraggio del franchise di Evangelion, “Evangelion 3.0+1.01 Thrice Upon a Time”, si conclude la produzione di uno dei cult dell’animazione giapponese che dalla sua prima uscita sugli schermi giapponesi nel 1995 ha segnato un cambiamento radicale del media, tuttavia come si è arrivati a questo?


Per parlare della produzione di Eva bisogna inanzitutto parlare inazitutto di Hideaki Anno e della Gainax.
Agli inizi degli anni ottanta un gruppo composto da Yoshiyuki Sadamoto, Hideaki Anno Takami Akai ai tempi universitari I quali erano uniti dalla passione comune per I cartoni animati fondano la Gainax,uno studio creato per produrre principalmente opere per ‘appassionati’.

Nel 1989 la TOHO, decise di proporre allo studio emergente la possiblità di produrre una serie animata la quale verrà trasmessa su NHK, il nome di quest’ultima è: Nadia e il mistero della pietra azzurra, lavoro che era stato inizialmente proposto negli anni settanta a Hayao Myazali ma mai andato in porto.

La produzione di Nadia nei primi episodi fù un successo, tant’è che la rete televisiva decise di aumentare il numero di episodi complessivi da 30 a 39, questo costrinse Hideaki Anno, il regista a turni di lavoro estenuanti e un conseguente ricovero in ospedale. La produzione così passò in mano prima al vice-regista Shinji Higuchi il quale fece un lavoro pessimo con la serie la quale finì per essere subappaltata ad uno studio d’animazione in corea del Sud.

Alla fine della produzione lo studio aveva contratto un debito di circa 80 milioni di yen, in questa situazione difficile la rete televisiva ha proposto la produzione di un film basato sulla serie di Nadia:
Nadia e il mistero di Fuzzy il quale fù un flop clamoroso aumentato ulteriormente l’ormai pessima reputazione della serie. Da questo fallimento ne scaturì una forte depressione nel futuro regista di Evangelion.


Sin dal 1993 la Gainax iniziò a progettare la serie animata, hideaki anno voleva condensare tutto il suo malumore in questa serie, successivamente l’autore stesso affermò: “In Neon Genesis Evangelion ho cercato di inserire tutto me stesso. Io, un uomo distrutto, che non ha potuto far nulla per quattro anni. Un uomo che è fuggito per quattro anni. Un uomo che, semplicemente, non era ancora morto. Poi, mi venne in mente un pensiero, “non devo fuggire!”, e misi in moto questo progetto. Il mio intento era quello di imprimere i miei sentimenti sulla pellicola.”
Così nel luglio del 1995 ci fu la prima messa in onda di “Neon Genesis Evangelion”.

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