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Suonano ancora oggi in tutto il mondo i suoi brani, e indipendentemente se con i Beatles o da solista è per l’orecchio di tutti impossibile non riconoscere le sue note e la voce. Al 41esimo anniversario dalla morte prematura, colgo l’occasione per parlare di chi è stato John Lennon, e di quanto ha contribuito sia nel mondo della musica che in altro.
Abbiamo già parlato dei Beatles, della loro storia e della loro musica in uno dei primi articoli del blog.
Nacque il 9 ottobre del 1940 in una Liverpool povera e colpita dalla guerra, figlio di un padre assente e madre che l’abbandonò all’età di sei anni. Dopo la separazione dei genitori John divenne conteso fra gli adulti della famiglia, specialmente tra Julia e la zia Mimi, che accusava la madre di aver avuto relazioni con altri uomini e una figlia nonostante il matrimonio precipitato rapidamente verso il divorzio. Dopo diverse insistenze Julia cedette alla zia senza figli il piccolo John. Così Lennon visse la sua infanzia e adolescenza con gli zii, senza però perdere totalmente i rapporti con la madre.
Durante l’adolescenza John si dimostrò un ragazzo turbolento, frequentava il Liverpool College of Art con scarsi risultati, e in questo periodo si avvicinò alla musica da autodidatta. Colpito dallo stile di Elvis, Bill Haley e Lonnie Donegan, si fece regalare una chitarra dalla madre, che gli insegnò anche alcuni accordi al banjo. Nel 1956 formò la sua prima band, i Quarrymen, fu proprio durante un loro concerto che John conobbe Paul McCartney. Nel 1958 un avvenimento sconvolse la vita del giovane John, la morte della madre Julia, investita da un poliziotto ubriaco, qualche anno dopo Lennon avrebbe ricordato la notte dell’incidente come la più brutta della sua vita.
John Lennon con la madre (in alto a sinistra), con la zia Mimi (in basso a sinistra), prima formazione dei Quarrymen:



Ho perso mia madre due volte. Una volta da bambino a cinque anni e poi ancora a diciassette. Mi diede molta, molta amarezza. Avevo appena iniziato a ristabilire una relazione con lei quando fu uccisa.
John Lennon
Assieme al duo Lennon-McCartney appena nato, si aggiunse George Harrison, un compagno di scuola di Paul con cui condivideva molti interessi musicali. In più, anche i volti di Stuart Sutcliffe al basso e Pete Best alla batteria, successivamente sostituito da Ringo Starr.
Un altro tragico evento che segnò Lennon fu la scomparsa di Sutcliffe, uno dei suoi migliori amici, avvenuta solamente un anno dopo il suo ingresso nel gruppo a causa di un tumore cerebrale. Superato il lutto, Lennon cominciò a rivelarsi un vero e proprio artista a 360 gradi, componendo musica di successo assieme ai Beatles, ma anche partecipando come attore in alcuni film e dedicandosi alla scrittura.
Nel ’66, passeggiando fra delle gallerie d’arte, rimase attratto da una mela esposta, e indagando sull’opera risalì a Yoko Ono, e proprio in quella galleria la incontrò per la prima volta. Lennon era ancora sposato con Cynthia, nonostante lei fosse consapevole dei numerosi tradimenti. Una volta tornato dai due anni in India le chiese il divorzio accusandola di infedeltà, accusa che però non resse quando si scoprì della gravidanza di Yoko Ono. Lennon e Ono si sposarono il 20 marzo 1969. sulla rocca di Gibilterra. I due passarono la luna di miele impegnati in una storica protesta contro la guerra del Vietnam, il “bed-in”, una lotta che consisteva nel passare a letto un’intera settimana dal 25 al 31 marzo, facendosi riprendere da numerosi fotografi. I giornalisti si accalcarono per riuscire a entrare nella camera, credendo che la coppia avrebbe fatto l’amore in pubblico, davanti alle loro macchine fotografiche, ma si trovarono invece di fronte ai due che, in pigiama, rilasciavano interviste e dichiarazioni sulla pace nel mondo e contro le spese militari.
Nello stesso periodo fondò una propria etichetta discografica “Apple”, con cui incise assieme al gruppo dischi come il “White Album” e “Abbey Road”. In questo periodo i rapporti con gli altri Beatles si fecero sempre più tesi, e con l’uscita di “Let It Be” nell’aprile del 1970 i Beatles si sciolsero, John, già emotivamente lontano dal gruppo, non ne risentì minimamente.
Verso la fine degli anni ’70, John pubblicò il suo primo album da solista. Si tratta di Lennon/Plastic Ono Band, e il tema è il trauma della perdita della madre. Lennon sembra voler esorcizzare il suo dolore con brani come “Mother”, che inizia con dei rintocchi di campana, “God” che contiene una lunga liste di cose in cui Lennon aveva creduto, fra cui anche i Beatles. Il tutto termina con “My Mummy’s Dead”, un brano un po’ tetro registrato amatorialmente con un registratore portatile, dove viene cantato tutto il suo sgomento per il lutto con inespressività. Agli inizi del 1971 pubblicò il singolo Power to the People, un brano corale che divenne un inno della sinistra americana e dei manifestanti pacifisti contro la guerra del Vietnam, sempre nel 71 seguì il primo trionfo di Lennon come solista, l’album Imagine. L’album sarebbe diventato il suo disco di maggior successo, soprattutto grazie alla grande notorietà della title track, diventata un inno internazionale del pacifismo. Nel marzo 1972, la Plastic Ono Band si esibì dal vivo a New York con Frank Zappa e i Mothers of Invention. Il concerto trovò posto sul successivo album solista di Lennon, “Some Time in New York City“.
Bed-in e matrimonio di Lennon e Yoko Ono:


Nel 1973 la coppia visse un periodo di separazione che sarebbe durato 18 mesi, durante i quali Lennon si trasferì in California. Più tardi definì questo periodo il suo “weekend perduto”, anche se in realtà fu un periodo molto creativo dal punto di vista musicale. Alla fine del 1973 uscì infatti Mind Games, il suo primo album autoprodotto, seguito nell’ottobre 1974 da Walls and Bridges, il suo miglior lavoro dai tempi di Imagine. Nel 1975 Lennon tornò a New York, tornando a vivere con Yoko Ono. E pubblicò quello che sarebbe stato il suo ultimo album per un po’ di tempo, Rock ‘n’ Roll, contenente classici del rock anni cinquanta. Dopodiché, si ritirò dalla musica per stare vicino al figlio appena nato, Sean, e all’amore ritrovato, Yoko.
Nel 1980, Lennon si recò negli studi di registrazione Hit Factory di New York per registrare un nuovo album, Double Fantasy, che venne pubblicato nel novembre di quello stesso anno. Poche settimane dopo l’uscita del disco, l’8 dicembre dell’80, passò la mattinata impegnato con un servizio fotografico assieme a una nota fotografa. Di pomeriggio, assieme a Yoko Ono tenne un intervista, la sua ultima. Arrivati a casa incontrarono per la prima volta Mark David Chapman, un venticinquenne guardia di sicurezza di Honolulu che visitò già New York in ottobre per cercare di uccidere Lennon, per poi tornare a casa senza fare nulla. Gli chiese di autografare un disco e poi si allontanò. Nelle ore successive John si recò in sala registrazioni per incidere il brano di Yoko Ono “Walking on Thinin ice”, e visto che la sessione sarebbe durata ancora per molto, decise di passare da casa per dare la buonanotte al figlio Sean, mangiare qualcosa e tornare in studio. Mentre verso le 22 attraversava l’ingresso di casa, incontrò nuovamente Chapman, che una volta pronunciata la famosa frase “Hey Mr. Lennon” sparò cinque colpi di pistola, di cui quattro andarono a segno. Dopo 5 scalini, moribondo, si accasciò sul pavimento davanti alla guardia del palazzo. Portato a termine l’omicidio, Chapman si sedette sugli scalini e cominciò a leggere “Il giovane holden”, ammettendo tranquillamente alle autorità di aver sparato a John Lennon. John venne portato di corsa in ospedale da una volante, ma non ci fu più nulla da fare, alle 23.15 venne ufficialmente dichiarato morto. La leggenda narra che al suo arrivo in ospedale ci fosse “All My Loving” dei Beatles, proprio composta da Lennon.
Ero un nulla totale e il mio unico modo per diventare qualcuno era uccidere l’uomo più famoso del mondo, Lennon. Mi sentivo tradito, ma a un livello puramente idealistico. La cosa che mi faceva imbestialire di più era che lui avesse sfondato, mentre io no. Eravamo come due treni che correvano l’uno contro l’altro sullo stesso binario. Il suo “tutto” e il mio “nulla” hanno finito per scontrarsi frontalmente.
Mark David Chapman
L’ha ripubblicato su Ned Hamson's Second Line View of the News.
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